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mercoledì 13 aprile 2016

Frasi, aneddoti, racconti sulla Ducati

Una breve raccolta di frasi, aneddoti e racconti sulla Ducati e il suo modo.

-"La Ducati non è una moto ma uno stile di vita"

-"Nasce a Borgo Panigale...il bicilindrico mondiale"

-"Non è la moto che piega, ma la strada che si inchina. Quando
  passa una Ducati, il mondo si ferma a salutarla"

-"Come riconosce il Desmo? Il rumore di funzionamento è quello
  che va in risonanza con il cuore...è difficile distinguerlo solo per
  chi non può capire" (ing. Fabio Taglioni)

-"Con quattro cilindri..ci faccio due moto"

-La preghiera del Ducatista:
"Credo nel Desmo, unico, solo ed insuperabile sistema di controllo delle valvole.
Credo nel telaio a traliccio, nella sua leggerezza, accessibilità ed eleganza.
Credo nel bicilindrico a elle, inimitabile pompone a 90°, pieno di grazia, di coppia e carattere.
Credo nel sistema di iniezione elettronica e nel corpo farfallato, unigeniti figli di Weber.
Credo nel Ducati Service, nei meccanici autorizzati e nei ricambi originali.
Credo nella benzina verde e nella revisione.
Credo nel WDW, messa biennale dei fedeli.
Credo nella giustizia: le curve arriveranno prima o poi! Mi impegno a percorrere la Futa almeno una volta nella vita.
Credo nel valore della mia Ducati:è stato il mio migliore investimento.
Credo nel paradiso perchè sono convinto che solo le Ducati possono entrarci.
Credo nella fede ducatista, nel verbo di Fabio Taglioni e prego per i fratelli ducatisti scomparsi, per quelli passati alle giapponesi e per i fratelli americani che hanno solo strade rettilinee.
Credo che sia ora di avviare il motore e aspetto la curva che verrà! "

-"La Ducati logora, chi non ce l'ha !!!"

-"Uomo e macchina uniti in un solo elemento: la parte meccanica con la capacità emozionale e cerebrale dell’uomo, la parte biologica con la resistenza e le prestazioni proprie della tecnica. Ecco l’unione alchemica che genera il ‘Centauro’.
Le due parti sono però interagenti cosicché, a seconda della prevalenza dell’una sull’altra, le forme risultanti sono state, nel corso di cento anni di tradizione motociclistica, le più disparate. Il Ducatista è una di queste forme. Prima, le intenzioni biologiche costruiscono la parte meccanica, poi questa collabora offrendo sensazioni ed emozioni che plasmano la parte umana, una sola anima si ha con l’insieme.
La motocicletta da sola offre sempre un’immagine incompleta di sé. Se un motociclista a piedi vi parla della sua moto, lo farà sempre con un velo di malinconia, perché anche lui si sente incompleto.
Il Ducatista , qui inteso come l’insieme, sembra essere stato plasmato dalla essenziale ricerca della velocita’ e dell’efficacia. L’insieme Ducatista e’ impregnato delle traiettorie degli Appennini: una curva dietro l’altra, il tracciato ha conformato il mezzo, e molte volte questi itinerari gli si vedono negli occhi.
Non c’e’ posto per elementi che non abbiano una funzione diversa da quella di fuggire rapidi da una curva per subito percorrerne un’altra: l’energia da sprigionare è sempre pronta. Il motore potrebbe rivoltarsi a dover sprecare le sue forze per muovere pesi secondari.
Il Ducatista fermo è in una dimensione provvisoria. Non è un oggetto che vuole essere contemplato per la sua estetica; se poi da fermo offre forme poetanti lo si deve alla capacità plastica della dinamica. Difficilmente vedrete un Ducatista ricoperto di inutili e sgargianti colori che hanno il solo effetto di essere specchietti per allodole. Non ha bisogno di farsi osservare per quello che non è. La completezza dell’insieme, inoltre, la si raggiunge soltanto quando l’aria circostante viene pervasa dal suono della meccanica e squarciata dalla sua sagoma penetrante.
L’uomo che conduce non può soltanto accomodarsi sulla parte tecnologica per farsi trasportare: deve sempre essere pronto a controllare l’istinto selvaggio che in ogni momento può autonomamente scatenarsi dalla meccanica. E’ questa la seconda parte dell’anima che compone il Ducatista; ed è solo lui a poterla conoscere completamente.
Il Ducatista acquisisce così il temperamento di dominatore e controllore, poco sensibile alle agiatezze o alle sofisticherie offerte da altre meccaniche: anche se queste potrebbero facilitare la sua esistenza, il Ducatista non rinuncia al ruolo di protagonista nell’agire sui comandi. Il tracciato prediletto è genericamente breve, tortuoso, impegnativo, intenso, nel quale il mezzo è sempre inclinato da un lato o dall’altro, anche se non mancano esemplari particolarmente resistenti che attraversano interi continenti. Il Ducatista è molto di più di un motociclista, è molto di più che una scelta modaiola: è l’essenza purista delle competizioni portata sulle strade. Il Ducatista è consapevole di far parte di un insieme speciale e potenzialmente pericoloso ed è per questo che alla guida evita inutili stravaganze e provocazioni.
Nelle moto di ieri, di oggi, e sicuramente anche di domani, la Ducati sarà sempre unica e singolare, diversa e speciale, e saranno anche diversi e speciali i Ducatisti.
AMOR OMNIA SUPERAT - DUCATI PLURIMA VINCIT"

-"Ducati è speciale, non solo per chi la guida, anche per i fans. Loro amano la moto, amano il Rosso" (Carl Fogarty)





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