sabato 24 febbraio 2018

WSBK - Il bicilindrico non è ancora morto

Il sussulto di una bicilindrica che tanti davano per morta

In tanti davano per spacciata la Ducati Panigale V2 in SBK per tutta una serie di ragioni. Il trionfo limpido di Marco Melandri a Phillip Island ha fatto cambiare idea a molti       

La stangata imposta dal nuovo regolamento SBK sembrava aver compromesso le chance della Panigale V2 nel 2018, ultima stagione utile per conquistare il titolo iridato con questo progetto così complesso. I test avevano spesso mostrato in difficoltà la coppia di ufficiali Ducati rispetto al duo verde della Kawasaki formato dal cannibale Rea e da Tom Sykes. In tanti tifosi Ducati si erano quasi rassegnati all’idea di vivere una stagione SBK in sordina in attesa dell’avvento in gara della V4, attesa come vera manna dal cielo visto il suo indubbio potenziale.

La prima manche del mondiale ha però consegnato sensazioni molto diverse, dimostrando che i valori in campo in questo 2018 potrebbero non essere sbilanciati in maniera eccessiva a vantaggio delle Verdone. C’è da sottolineare che Phillip Island è una pista su cui sia Melandri che la Panigale sono sempre andati molto forte, un tracciato su cui anche Carlos Checa riuscì a portare la Panigale V2 in pole nel 2013, stagione del difficilissimo debutto per questa moto in SBK. C’è poi da aggiungere che l’anomalo consumo delle Pirelli emerso in questa prima frazione può aver danneggiato maggiormente altri piloti, rispetto a un Melandri da sempre particolarmente bravo a preservare gli pneumatici in vista del finale di gara.

In definitiva non si deve eccedere negli entusiasmi per questa prima vittoria, che già in occasione della seconda frazione potrebbe essere ridimensionata. La scelta molto conservativa di forzare i piloti ai box per il cambio gomme dopo metà gara è stata presa per motivi di sicurezza, e di fatto avvantaggia quei team che non hanno saputo dare un setup equilibrato alle proprie moto. Se nella prima frazione, sono arrivate 3 Ducati nei primi 4 posti, evidentemente il setup scelto dai tecnici di Borgo Panigale è particolarmente riuscito. Magari questo scenario è anche frutto di una capacità del bicilindrico di stressare meno le gomme rispetti ai 4 cilindri in pista, ma di fatto la decisione di Dorna in qualche modo lede la Ducati, che avrebbe potuto ripetersi nella seconda frazione visto l’evidente vantaggio nella gestione delle gomme da parte della Panigale.

In quella che di fatto sarà una doppia manche da circa 11 giri, si potrà comprendere meglio quali siano i reali valori in campo, ma resta la consolazione che un assolo assordante di Jonathan Rea per ora sembra scongiurato. Il campione del mondo domani partirà dalla prima fila, visto il suo quinto posto al traguardo, mentre Marco Melandri sarà nono in griglia, condividendo la terza fila con Sykes e Davies.

Di Marco Caregnato

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