mercoledì 3 gennaio 2018

Andrea Dovizioso su presente e futuro Ducati: «Marquez fa effetto ma Stoner era pazzesco»

Intervistato dal Corriere della Sera, Andrea Dovizioso racconta le emozioni incredibili del 2017 e la grandissima voglia di vincere con la Ducati

Nella lunga stagione invernale si possono leggere in giro diverse interviste, e spesso sono ripetitive ed inutili. In questo caso, è bello rileggere una intervista fatta dal Corriere della Sera ad Andrea Dovizioso, il simbolo della magnifica stagione Ducati nel 2017. Il Desmodovi ha parlato a ruota libera delle tantissime emozioni provate, del lavoro che stanno facendo a Borgo Panigale sulla moto ed anche dei suoi avversari, compreso il compagno di team Jorge Lorenzo.

Bello sapere che Dovizioso, a mente fredda e durante un evento di beneficienza, si è commosso al punto di restare senza parole dopo aver riguardato un video in cui si narravano le sue vittorie: «Ho ricevuto un grande sostegno ovunque sia andato, quanta gente mi ha fatto rivivere quei momenti! Mi sono anche commosso. Una volta ero a una cena di beneficenza assieme ad altri piloti. A sorpresa trasmettono un video con le mie sei vittorie commentate da Guido Meda e Mauro Sanchini. E io come un bambino scoppio a piangere. Mi chiamano sul palco ma le parole si strozzano in gola. Provo a deglutire e... niente: tre minuti di scena muta. Alla fine scendo senza dire nulla. Ma è stato bellissimo lo stesso!». 

Si è poi passati ad analizzare una stagione "quasi" perfetta, che in ogni caso ha segnato un netto punto di svolta sia per la sua carriera in MotoGP che per il progetto Desmosedici, regalando anche tanta consapevolezza di poter davvero compiere quell'ultimo step necessario a vincere il mondiale: «Io sia la squadra siamo consapevoli di quello che è successo e di che cosa ancora ci manca. È stata una stagione strepitosa ed è la base per la prossima. Sappiamo che cosa dobbiamo migliorare per giocarcela con le “superpotenze”, Honda e Yamaha. Siamo cresciuti nella gestione dell’elettronica e delle gomme. Ora dobbiamo riuscire a far girare la moto a centro curva come gli avversari, è un limite che abbiamo pagato caro soprattutto a Phillip Island e in certe piste dove non puoi frenare forte. L’Australia è stata la gara più brutta». 


A questo punto è risultato naturale domandare quale fosse la più bella e la risposta è davvero una sorpresa, perchè tutti scommetterebbero sul Mugello, mentre Dovizioso individua in un'altra gara il momento decisivo: «La più importante il Mugello perché era la prima vittoria ed è il sogno di qualsiasi pilota italiano, e se guidi la Ducati te la porti dentro a vita... Ma è a Silverstone che siamo stati più bravi: non ero il più veloce ma la mia strategia è stata perfetta. Mi sono infilato nel posto giusto al momento giusto e ho anticipato tutte le mosse degli altri. L’abbiamo conquistata con il lavoro e con la tattica». 

In chiusura, la classica domanda sugli avversari, su chi sia il più forte. Ed in questo caso, Andrea Dovizioso sembra non avere tanti dubbi: «Marquez forse è il più forte, perà anche Stoner era pazzesco. Quando corri con la stessa moto (i due hanno condiviso la Honda RCV nel 2011) capisci meglio i pregi e i difetti. Ci metto poi Vale e Jorge nei loro anni migliori. Marc fa più effetto perché vince ora. Probabilmente è lui il più forte, ma non ci giurerei». 

Alla fine dell'intervista un passaggio anche sul rapporto con Jorge Lorenzo, che non riesce a diventare quello di vera amicizia, ma resta confinato nell'ambito di una buona collaborazione professionale: «Diciamo che non ci frequentiamo più di tanto, abbiamo fatto un test a Jerez e finisce lì. Ognuno fa il suo lavoro». Nel 2018 partirà come ha finito la scorsa stagione: veloce. Però fra andare veloci e vincere c’è differenza, vediamo come approccerà questo 2018». 

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