mercoledì 10 gennaio 2018

Cal Crutchlow invidia un elemento fondamentale della Ducati: Michele Pirro

Il britannico Cal Crutchlow è convinto che il ruolo di Michele Pirro sia stato determinante per la Ducati nel 2017 e confida che anche in Honda arrivi un tester così veloce

Se c'è un aspetto in cui la Ducati è davvero due spanne sopra la concorrenza, senza dubbio è il livello dei tester che si occupano dello sviluppo MotoGP. Michele Pirro e Casey Stoner rappresentano una coppia incredibile di tester, perfettamente in grado di spremere tutto il potenziale della moto alla ricerca del limite, che è poi l'unica strada realmente percorribile per migliorare un prototipo. Il punto è che è assolutamente normale aspettarsi da Casey Stoner prestazioni di altissimo livello ogni volta che sale in moto, considerando che si sta parlando di un due volte campione del mondo MotoGP e probabilmente del più incredibile talento espresso nel motociclismo dell'ultimo decennio.

Diversa la questione per il tester N°2, ovvero quel Michele Pirro che quando non è impegnato nei test, si diverte a dominare il CIV ed a competere ad altissimo livello nelle sue wild card sia in MotoGP che in SBK, saltando da una tipologia di moto e gomme all'altra come se fosse la cosa più naturale del mondo. Il tutto ovviamente condito da prestazioni di livello altissimo ed un ruolo sempre più importante nella definizione delle linee guida di sviluppo del mondo Ducati.

Uno dei rivali, ha posto l'attenzione su questo argomento, sottolineando quanto sia importante il lavoro svolto dal tester pugliese. E' stato Cal Crutchlow a sottolineare quest'aspetto, soprattutto paragonando la situazione della Honda in MotoGP a quella di Ducati: «Non ho idea di chi abbia bisogno la Honda adesso, ma di certo c'è bisogno di qualcuno davvero buono, perchè questa persona deve avere il nostro stesso ritmo. Pirro ha questo ritmo, e guardate cosa ha fatto per la Ducati negli ultimi due anni. Non è il pilota più veloce al mondo, ma è un pilota "totale" che sa far bene il proprio lavoro e c'è una bella differenza tra l'essere di due secondi al giro o di un solo secondo al giro più lento del riferimento»

Questo tema è stato valutato con estrema attenzione da Ducati, che da sempre si avvale di tester velocissimi proprio per avere dei riferimenti quanto più vicini possibile a quelli dei piloti ufficiali, ed è lo stesso Crutchlow a specificare quanto sia importante questo approccio nella ricerca di un tester: «Noi lottiamo per limare gli ultimi decimi di secondo, che riescono a fare una grande differenza su queste moto. Come saranno le informazioni sulla moto di chi invece è due secondi più lento? Ma almeno, un secondo più lento è già molto meglio. Per questo in Honda c'è bisogno di qualcuno davvero buono....magari Marc Marquez può ritirarsi e farlo lui! (e giù grandi risate, ovviamente)»

In queste ore sembra si stia concretizzando l'accordo con Stefan Bradl, dopo il fallimento della stagione 2017 in SBK per il rider tedesco. Bradl può essere quel pilota veloce di cui Honda ha bisogno e potrebbe replicare in qualche modo il magnifico lavoro svolto da Michele Pirro per la Ducati. Vada come vada, sembra che questa sia l'ennesima dimostrazione del fatto che spesso è proprio la Casa di Borgo Panigale a tracciare la strada, che poi viene seguita dagli altri.

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