venerdì 5 gennaio 2018

Ciabatti conferma i dubbi: «Il rinnovo con Dovizioso sarà difficile»

Paolo Ciabatti non smentisce i dubbi riguardo le difficoltà di riconferma di Dovizioso in sella alla Ducati per il 2019, ed offre la sua visione sull'argomento

In qualsiasi sport, la tempistica relativa alla chiusura dei contratti è cambiata enormemente negli ultimi anni. Il caso più eclatante è forse la Formula 1, ma anche nel motociclismo tantissime Case costruttrici, hanno iniziato a definire i propri piano per una stagione, quando ancora non si è disputata neanche una gara di quella precedente. La Ducati ha confermato l'ingaggio di Jorge Lorenzo ad inizio 2016, e con entrambi i piloti in scadenza di contratto a fine 2018, c'è già tanta voglia di definire i piani in vista del futuro.

La situazione in questo momento non è tranquilla, e paradossalmente questa mancanza di serenità passa in un certo modo attraverso gli incredibili risultati raccolti nel 2017. Perchè se è vero che la stagione di Dovizioso è stata un trionfo, è altrettanto vero che per Ducati questo trionfo è stato ottenuto con il pilota "sbagliato". Inutile nascondersi dietro un dito, è palese che a Borgo Panigale fossero convinti che Jorge Lorenzo avrebbe come minimo raccolgo gli stessi risultati del Desmodovi, ma il bilancio di 6 vittorie a 0 a favore di quest'ultimo nel confronto con il pentacampione spagnolo, costituisce un bel problema.

Il problema principale è ovviamente di natura economica, con Dovizioso che ha in questo momento un ingaggio parecchio inferiore a quello di Lorenzo, ma ci sono anche altri elementi di cui abbiamo già parlato che definiscono una situazione non propriamente rosea.

In una intervista al Corriere Dello Sport, Paolo Ciabatti ha detto la sua, quando mancano ormai meno di dieci giorni alla presentazione della GP18, la Desmosedici per la prossima stagione. Ciabatti ha anche specificato che alcune indiscrezioni suggerite dai media nelle scorse settimane non sono proprio corrette: «Non ci saranno due telai. E' vero infatti che Jorge ha maggiore difficoltà ad ottenere una buona velocità di inserimento e di percorrenza di curva una volta lasciati i freni, ma questo è un problema anche per Andrea che è più aggressivo in questa fase. Ogni miglioramento porterà benefici ad entrambi, e il nuovo telaio avrà sufficienti possibilità di regolazioni per permetterlo. La GP18 non copierà la Honda, e non è stata stravolta ma semplicemente evoluta. Del resto nel 2017 abbiamo vinto sei Gran Premi e ci siamo giocati il mondiale fino ».

Queste parole suonano un pò come una rassicurazione per chi, come noi tra l'altro, temevano che Ducati potesse modificare eccessivamente un progetto che si è dimostrato ampiamente vincente. Uno degli aspetti su cui Ducati attende anche di avere delucidazioni riguarda l'aerodinamica: «Aspettiamo con ansia chiarificazione sull'aerodinamica, perché se la Yamaha si presenterà con quella vista a Valencia dovremo ristudiare la nostra per ottenere una carenatura più stretta».

L'argomento dell'intervista è poi andato ovviamente verso la situazione contrattuale dell'attuale coppia di piloti, un tema decisamente spinoso in questo momento. Ciabatti fondamentalmente sostiene la causa Ducati, sottolineando che per quanto le richieste di Dovizioso siano corrette, è altrettanto vero che i risultati raccolti nel 2017 siano dipesi dall'altissimo livello di competitività raggiunto dalla Desmosedici.

La trattativa tra le parti ci sarà, ma crediamo che Ducati cercherà di andare alla ricerca del compromesso tra budget da destinare ai piloti e budget di sviluppo: «Ovviamente a noi piacerebbe confermarli entrambi, ma i budget non sono infiniti e non si può spenderlo tutto in una direzione precludendosi margini per lo sviluppo. Ovviamente siamo consapevoli che Dovizioso si aspetti una offerta in linea con i suoi ultimi risultati. Ottenuti, bisogna ammetterlo, grazie alla sua grande crescita personale e ad uno stato di forma eccezionale, ma anche grazie al supporto e alla competitività della sua Ducati. Sei Gran Premi non si vincono per caso. Ci sono state delle gare, Brno, Aragon, Phillip Island, dove abbiamo faticato di più ed infatti l'obiettivo è proprio quello di migliorare lì dove siamo stati deboli, in modo da consentire ai piloti di portare a casa più punti possibili anche in situazioni di difficoltà. Inizieremo presto a parlare con Andrea. Lui si aspetta un ingaggio in linea con quello degli altri top rider, discuteremo di garanzie economiche, ma anche tecniche. Ha ragione, sarà una trattativa complicata. Inizieremo a parlare già dopo i test di Sepang di fine mese».

1 commento:

  1. La Ducati ha fatto bene perché le altre marche nn erano al top come sempre

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