martedì 9 gennaio 2018

Missili Rossi dal passato: Ducati Hypermotard 1100, una moto per gente con le palle

Uno sguardo indietro nel tempo alla prima versione della Hypermotard 1100, una delle moto più cattive che siano uscite dalle linee di produzione di Borgo Panigale

Certe volte, un Costruttore compie dei semplici esercizi di stile, presentando al pubblico dei concept che spesso fanno da base ad idee più concrete. Questo esercizio di stile, serve a comprendere le reazioni del pubblico, a tastare il polso al mercato, per comprendere se industrializzare un'idea sulla carta magnifica possa essere una scelta percorribile o meno. Nel caso della Ducati Hypermotard, quello che sembrava essere semplicemente un puro esercizio di design, diventò a furor di popolo un progetto concreto, da realizzare nel più breve tempo possibile. Quando furono tolti i veli al concept della moto disegnata da Pierre Terblanche nel Salone di Milano del 2005, gli sguardi di ammirazione dei presenti convinsero immediatamente in management Ducati che quella moto doveva entrare in produzione molto velocemente e doveva essere quanto più simile possibile al design originale. 

La Hypermotard rappresentava potenzialmente un'intera nuova fetta di mercato, che all'epoca era presidiata da pochissimi rivali e che trovava solo nella KTM una vera antagonista. In tanti si domandavano che senso avesse produrre una moto del genere, dotata di motore due valvole, nessuna protezione aerodinamica ed una capacità del serbatoio assolutamente minima. A queste persone, sarebbe bastato girare la chiave e percorrere 1 km in sella a questa moto per capire tutto. La Ducati Hypermotard aveva un unico senso, che era una vera e propria missione: emozionare.

Ducati Hypermotard 1100 e 1100 S - 2007



Emozionare. Il fulcro di una moto emozionante per Ducati non può che essere il caro vecchio bicilindrico due valvole, con cilindrata maggiorata a 1100 cc ed una curva di coppia semplicemente perfetta per generare la più temibile mangia-passi che sia stata partorita da Borgo Panigale. 

La frizione a secco ed il telaio a traliccio, rendono il DNA della moto tipicamente Ducati, ed alcune soluzioni estetiche come i due cannoni sotto sella da caccia bombardiere e gli specchietti ai lati del manubrio, rendono la moto perfettamente distinguibile. La meccanica è tutto sommato semplice, una base collaudatissima. Ma il mix tra peso piuma, quote da urlo e curva di potenza esageratamente spostata verso la zona "media" del contagiri, rendevano questa moto la perfetta espressione di fun-bike, moto da divertimento. 




Dopo le critiche per l'estetica così avveniristica della Multistrada e della 999, Terblanche era riuscito finalmente a sfornare una Ducati capace di mettere tutti d'accordo: la Hypermotard è semplicemente splendida ancora oggi, da qualsiasi punto di vista la si guardi. Lo scultoreo forcellone monobraccio, la grazia delle striminzite carene unita all'aggressività di un cupolino che sembra un ariete pronto a sfondare qualsiasi tornante. Un design davvero perfetto, capace di trasmettere emozioni, che continua ad essere esattamente la missione di questo modello. La Hypermotard si fece anche notare prestissimo per la sua innegabile indole teppistica, che la rendeva una moto perfetta per compiere trick di vario genere in sella. Dai monoruota chilometrici figli di un punto morto che sembrava infinito, agli stoppies, agli ingressi in curva in perfetta derapata. Un catalogo di follie su due ruote che su questa moto rappresentano una tentazione continua vista la relativa facilità di esecuzione.

Comportamento in pista e su strada


La Hypermotard 1100 è dotata di prestazioni davvero impressionanti già nella sua prima incarnazione. Una moto non semplicissima, dotata di una quantità di coppia quasi imbarazzante in alcuni frangenti, capace di proiettare l'avantreno verso l'alto con una facilità disarmante. Nonostante questo carattere pepato, l'aventreno della moto risultava talmente stabile da suggerire una guida d'attacco sul misto più vicino a quello di una maxi naked che non a quello di un motard. Il carattere della moto è assolutamente definito sin dai primi chilometri, e la posizione di attacco, che porta a caricare il peso sull'avantreno, invita ad una guida aggressiva in ogni frangente.




Non si può definire una moto per principianti, ed in molti erano intimiditi da un carattere decisamente ruvido. Come tutte le moto estreme, la Hypermotard è stata capace di dividere da questo punto di vista, risultando una perfetta compagna di avventure per alcuni motociclisti più smaliziati, ed un autentico incubo per chi la sceglieva senza comprendere perfettamente il tipo di acquisto che si era compiuto. Una posizione di guida tutt'altro che riposante e la totale assenza di protezione aerodinamica, rendono poi la Hypermotard una delle peggiori moto sul mercato per compiere grandi distanze. Non stiamo di certo parlando di una moto nata per fare del touring, ma nella sua prima incarnazione, questa moto era davvero un supplizio in caso di percorrenze superiori ai 300 km. 

Percorrenze anche molto inficiate da una caratteristica endemica del modello che rendono la sosta dal benzinaio un'abitudine costante. Un serbatoio dalla capacità davvero ridotta (11 litri più 1,4 di riserva), unito ad una spiccata propensione per consumi elevati, fanno diventare un percorso misto condotto in modo allegro, in una costante ricerca del prossimo benzinaio. Non proprio il massimo della vita per chi vuole macinare chilometri in sella alla propria moto, ma anche un prezzo del biglietto adatto da pagare per chi invece pensa solo a godersi le doti dinamiche di una moto nata esclusivamente per divertire.




Come sempre, la componentistica di primo equipaggiamento è assolutamente di alto livello, soprattutto sulla versione S della Hypermotard, che monta tra le altre cose una coppia di pinze monoblocco all'anteriore strappate dalla sorella sportiva, la 1098. Sospensioni completamente regolabili e la presenza, sempre in esclusiva sulla versione S, dei cerchi in alluminio forgiato Marchesini, regalano il quadro di una moto costruita con tantissima attenzione per i dettagli, pur in linea con lo stile "minimal" scelto da Ducati per questo modello.

La Hypermotard, grazie anche a questa componentistica di primissimo livello, non ha mai sfigurato tra i cordoli, con l'unico vero problema rappresentato da una luce a terra anche troppo scarsa in considerazione delle doti di equilibrio trasmesse dalla ciclistica della moto. Questa moto rappresenta un'ottima scelta per chi non ha un autodromo tra quelli italiani "maggiori" nei paraggi di casa, ma vuole andare a divertirsi tra i cordoli. Vengono in mente i kartodromi e le piste con sviluppo non superiore ai 2.5 km, ovvero un tipo di tracciato diffuso nella maggior parte delle regioni italiane. Su questo genere di piste, con la Hypermotard ci si può divertire alla grande contando du un avantreno svelto ed al contempo in grado di regalare un gran feeling. Non a caso, la presentazione della moto avvenne a Mores, una pista in Sardegna che rispecchia esattamente queste caratteristiche.


Tutti i numeri della Hypermotard 1100 e 1100 S - 2007


I numeri di questa moto possono essere riassunti così:

  • CILINDRATA - 1078 cm³ (Alesaggio 98,0 x Corsa 71,5 mm)
  • DISTRIBUZIONE - Desmodromica 2 valvole per cilindro
  • POTENZA - 90 cv (66 kW)
  • PESO - 179 (177 versione S) kg a secco
  • INTERASSE - 1455 mm


Anche nel caso della Hypermotard, la lista di accessori dal catalogo Ducati è praticamente infinita e la maggior parte di questi sono tesi ad esaltare le caratteristiche Racing di questa moto. C'è anche la possibilità di montare una sella più morbida, che potrebbe risultare un toccasana per chi non riesce a digerire una seduta di serie pensata per percorrenze medie piccolissime. Indipendentemente dagli accessori del catalogo Ducati, è anche possibile trovare in giro tantissime offerte su pezzi aftermarket per questo modello, gettonatissimo da costruttori di ogni genere di parti speciali.

Come sempre però, il prezzo può essere determinante nel prendere la decisione riguardo l'acquisto o meno di una moto, ed ecco le quotazioni che ci sono in giro per il web. Quanto costa dunque una Hypermotard 1100 e 1100 S?

Quanto costa oggi una Hypermotard 1100 e cosa controllare 


La Hypermotard è una di quelle Ducati che mantiene meglio il prezzo, con un posizionamento di partenza per le prime immatricolate del 2007 che oscilla tra i 4500 e i 6000 euro, ma tende a salire con una curva piuttosto ripida per i modelli SP successivi. Questo dipende anche dal fatto che essendo un progetto così estremo, la prima versione di Hypermotard si è conquistata una fetta di fedelissimi appassionati, che l'hanno amata e che conoscono perfettamente il valore di un mezzo assolutamente riuscito da ogni punto di vista.

Come tutti i modelli Ducati equipaggiati con motore due valvole raffreddato ad aria, ci si trova in presenza di una meccanica a prova di bomba, che curata nel giusto modo non procura nessun problema neanche in caso di chilometraggi importanti. Uno dei cronici problemi riscontrati su questa moto sono gli specchietti retrovisori. Un problema di certo di poco conto, ma che rappresentano una discreta spesa in caso di sostituzione con unità aftermarket. La conformazione ai lati del manubrio, ha disseminato specchietti di Hypermotard infranti in giro per il mondo, ed il ricambio originale non è venduto a prezzo da saldo.

Questa moto non è mai stata concepita per percorrere lunghe distanze ed è infatti raro trovarne esemplari con molti chilometri. Invitiamo in ogni caso a controllare il cilindro superiore, da sempre rivelatore di eventuali perdite di olio o trafilaggi derivanti da cattivo utilizzo del mezzo. Sulla Hypermotard, uno dei componenti più sollecitati è senza dubbio la forcella anteriore, che merita uno sguardo molto accurato da parte di un potenziale acquirente. La Hypermotard è sempre stata la perfetta moto per fare del teppismo urbano, e gli atterraggi non sono stati compiuti sempre con la delicatezza di un pilota di linea della Fly Emirates. Per cui sono da controllare con estrema cura eventuali segni sia sui foderi della forcella, che possono portare a rotture degli anelli di tenuta paraolio, sia alle piastre di sterzo, che su questa moto sono anche un'oggetto spettacolare dal punto di vista estetico.

Eventuali atterraggi violenti da monoruota poco controllati, possono nel lungo periodo generare dei problemi da non sottovalutare. La Marzocchi di primo equipaggiamento è sempre stata un'ottima forcella, ma non è di certo indistruttibile. Un altro componente molto sollecitato dal punto di vista meccanico è l'intero gruppo trasmissione, con pignone-corona-catena che sono sottoposti ad uno stress continuo dalla coppia esagerata di questa moto. In caso di acquisto, è assolutamente da mettere in preventivo la sostituzione dell'intero gruppo per evitare problemi potenzialmente molto dannosi.


Nell'osservare una Hypemotard usata, si deve fare particolare attenzione anche all'estetica della moto. La mancanza di protezioni a telaio e parte "bassa" della meccanica, potrebbe rendere molto facile individuare segni di una eventuale caduta celata dalla sostituzione dei fianchetti serbatoio. Un'operazione tutto sommato economica, che consentirebbe di rendere in ogni caso più difficile l'individuazione di un sinistro non segnalate dal venditore. Nella versione S di questa moto, il tanto carbonio a vista può essersi scolorito in seguito all'eccessiva esposizione al sole, In caso di moto non conservate in garage, ma lasciate magari all'esterno anche durante le calde giornate estive, un'eccessiva opacità del carbonio può rivelare una cattiva conservazione ed in generale poca attenzione alla cura del mezzo da parte del proprietario.

Chi acquista una Hypermotard 1100, deve essere ben consapevole che non sta acquistando una moto per pilotini alle prime armi, bensì un mezzo per gente con le palle. Ribaltare il gas nelle marce basse può farvi vivere i peggiori 3 secondi della vostra vita e la spiccata tendenza a cedere a tentazioni teppistiche, richiede una certa quantità di autocontrollo. Non è insomma una moto per tutti, ma è senza dubbio una moto che ha carattere da vendere, un'estetica ancora oggi mozzafiato ed un DNA incredibilmente Ducati, pur non essendo una Supersportiva estrema. D'altra parte, perchè si acquista una moto? Se la vostra risposta alla domanda è "Per divertirsi", dovete comprarne una.

1 commento:

  1. Quanto l'ho amata e ancora amo questa moto.L'aveva un mio amico e ogni volta che ci salivo su era uno spettacolo assoluto.Manegevolezza in curva, posteriore "capriccioso" che goduria guidarla per la costiera...

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