lunedì 11 dicembre 2017

Per Domenicali: «Il potenziale della Ducati V4 è significativamente più alto della bicilindrica»

Claudio Domenicali non ha dubbi riguardo il potenziale della V4, il motore destinato a traghettare Ducati verso una seconda fase della sua storia

La stagione 2018 rappresenterà uno spartiacque per Ducati tra due epoche: il passaggio tra la fase 1 la fase 2 avverrà attraverso l'adozione del V4 anche in SBK. Fino alla nascita del campionato MotoGP, per Ducati l'unico frazionamento possibile, l'unico schema in cui si riconoscesse, era il bicilindrico. Quando però la Dorna ha annunciato l'avvento del 4 tempi nel motomondiale, le carte in tavola sono cambiate e Ducati ha compreso di non poter fare a meno di accettare la sfida che si prospettava.

Tutti ricordiamo il giorno in Ducati annunciò che sarebbe scesa in campo con una V4, ma tutti ricordano anche che quella moto aveva il telaio a traliccio, il sistema Desmodromico ed un quattro cilindri Twin Pulse, che replicava nel suo ordine degli scoppi il comportamento di un V2, con i cilindri che "simulavano" lo scoppio simultaneo di due cilindri per bancata, di modo da imitare al meglio le caratteristiche del bicilindrico.

Tuttavia, i puristi del bicilindrico potevano consolarsi con le imprese della SBK, che correva a e vinceva prima con la 999 e poi con la 1198. Da Hodgson a Toseland, passando per Bayliss e Checa, la Ducati ha continuato a correre e vincere in SBK per tanti anni, mentre in MotoGP il successo di Casey Stoner nel 2007 dimostrò che la strada scelta era corretta e che anche tra i prototipi il know how Ducati poteva essere vincente.

Poi è arrivata la Panigale, una moto semplicemente meravigliosa, e Ducati ha smesso di vincere mondiali in SBK. Il digiuno ormai dura dal 2011, anno dell'ultimo iride targato Althea e Carlos Checa. La Panigale non è mai stata in grado di vincere un titolo ed è stata in grado di vincere la prima manche solo al terzo anno di gare, grazie al talento immenso di Chaz Davies, che poi nel 2016 e 2017 ha tentato in tutti i modi di arginare lo strapotere targato Jonathan Rea e Kawasaki, senza tuttavia riuscirci.



Adesso però le carte in tavola stanno cambiando di nuovo e l'avvento della V4 scardina le regole, permettendo a Ducati di prepararsi alla seconda fase della sua storia nel Racing. Perchè con l'arrivo del Desmosedici Stradale, appare chiaro che il bicilindrico andrà in pensione per quanto riguarda il racing, anche in SBK, un campionato che per tantissimi anni è stato un feudo prettamente bicilindrico. Basta chiederlo alla Honda, che ha progettato e messo in pista una V2 col solo scopo di battere Ducati sullo stesso terreno di gioco con la VTR SP-1 e SP-2.

Il limite però ormai è arrivato, e non si riesce più a spremere il potenziale del bicilindrico che ha raggiunto il suo limite fisiologico. Resterà un motore perfetto per l'utilizzo stradale, e di certo ci saranno fior di Panigale V2 pronte a deliziare piloti e amatori in giro per le piste di tutto il mondo. Ma se parliamo di Racing, le Ducati sono destinate ad essere tutte equipaggiate dal V4.

La sentenza di morte di questo frazionamento nel racing è stata pronunciata da Claudio Domenicali, che senza tentennamenti ha dichiarato, secondo quanto riportato da Speedweek.com e da diversi media italiani, quanto segue: «La nostra Panigale è diventata una moto estremamente sofisticata, al punto che ora siamo al limite in diverse aree di sviluppo. Siamo convinti che sia diventato difficile vincere in Superbike con un bicilindrico, per questo motivo dalla stagione 2019 passeremo al V4: si tratta di un’architettura più compatta, grazie alla quale si potrà disegnare una moto più snella in grado di caricare maggior peso sull’anteriore. Dopo tanta esperienza in MotoGP, sappiamo che questo tipo di motore avrà un potenziale più alto di quello attuale».

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