giovedì 21 dicembre 2017

Scoppia lo scandalo frodi sulle sponsorizzazioni: un terremoto in arrivo?

Continua l'indagine definita "Hidden Accounts" che ha portato a 85 indagati nell'automobilismo e potrebbe creare un vero terremoto anche nel motociclismo

Il legame tra il mondo dello sport a motori e le sponsorizzazioni "sospette" è una vecchia storia che qualsiasi frequentatore di qualunque Paddock conosce bene. Per chi non sapesse di cosa si tratta, proviamo a definire seppur in minima parte questo meccanismo che è decisamente complesso e con tantissimi risvolti tutt'altro che chiari:

Le sponsorizzazioni a squadre ed associazioni sportive in Italia abbattono l'imponibile fiscale. Questo significa che se un'azienda ha un'imponibile fiscale, ovvero un utile di fine esercizio, che quantificheremo in 1000, dovrà ovviamente versare tasse su quest'importo. Ma se la stessa azienda versa ad associazioni sportive una quota ad esempio di 500, l'imponibile fiscale scende a 500.

La frode che spesso di manifesta è che parte dei 500 che sono stati versati all'associazione (e quindi presumibilmente a questo o quel Team), vengono restituiti a nero alla stessa azienda che ha erogato la sponsorizzazione. Diciamo che le parti si potrebbero mettere d'accordo per dividere il "bottino". Nel caso specifico, l'imprenditore titolare dell'azienda che ha versato la sponsorizzazione, si ritroverebbe due vantaggi:

  1. Pagherebbe le tasse su 500 e non su 1000
  2. Recuperando a nero il 50% della sponsorizzazione, otterrebbe un flusso di liquidi totalmente irrintracciabile per chi deve indagare al riguardo, eludendo di fatto il Fisco (che sia Italia o meno, è irrilevante)
Questa spiegazione, per quanto maccheronica e certamente non precisa al 100%, offre un quadro che almeno fa comprendere le ragioni di certi movimenti. Teniamo tra l'altro a sottolineare che molto spesso i Team che ricevono queste sponsorizzazioni, sono totalmente all'oscuro di quale sia il reale giro di soldi, perchè molto spesso queste stesse sponsorizzazioni sono gestite da società di consulenza che sorgono e muoiono molto rapidamente, con il solo fine di eludere il Fisco attraverso sotterfugi di ogni genere.

E' accaduto non più di 1 anno fa che la Guardia di Finanza abbia smantellato una Società gestita in Italia e con sedi in Inghilterra che aveva come precisa mission quella di mettere in contatto aziende disponibili a sponsorizzare e Team che di quelle sponsorizzazioni necessitavano. Come facevano? Semplice.

Il soggetto A (consulente) metteva in contatto il soggetto B (azienda sponsor) ed il soggetto C (Team). Il soggetto B versava 1000 al C. A questo punto interveniva il soggetto A che emetteva fatture per consulenza al soggetto C, regolarmente pagate da quest'ultimo grazie ai fondi ricevuti con la sponsorizzazione fittizia. A questo punto, il soggetto A faceva girare i soldi fino a rientrare in possesso a nero del soggetto B, trattenendo la propria % di brokeraggio. Pensate sia fantascienza? Vi garantiamo che non lo è affatto.

Ma questa operatività così spicciola, riguarda probabilmente movimenti di piccola entità, ed i soggetti coinvolti non sono quasi mai di spessore nei rispettivi ambienti. Tuttavia l'inchiesta "Hidden Accounts" portata avanti dalla Guardia di Finanza sta andando a fondo di diverse questioni, e lo sta facendo con estrema efficacia.

Il tutto è nato quando si iniziò un'indagine sulla gestione del circuito di Monza, scoprendo fatture di consulenza di importo superiore al milione di euro e senza una base di appoggio solida. Da quel momento si è letteralmente aperto il vaso di Pandora, con un totale ipotizzato di frode pari a circa 75 milioni di euro. Per questa vicenda, sono indagate al momento 85 imprese che tra il 2007 ed il 2014 avrebbero usufruito dei servizi di questo vero gruppo criminale.

La dinamica è stata spiegata dal GIP di Monza, e rientra in quella che è stata la nostra spiegazione della dinamica operativa: le imprese coinvolte, hanno sottoscritto contratti di sponsorizzazione con società di diritto inglese, tutte prive di reale consistenza economica ed aventi la sola funzione di permettere ai soggetti economici italiani l’evasione delle imposte sui redditi, l’esportazione di capitali all’estero e la creazione di fondi neri. 


Il tutto è stato messo in piedi costituendo una serie di società offshore (avete presente i Panama papers?), tutte scatole vuote al pari delle consorelle inglesi. Il flusso di soldi partiva dall'Europa e veniva girato su conti intestati a queste società, per poi essere restituiti alle aziende complici sia in contanti che attraverso altri sistemi, come ad esempio l'acquisto di beni immobiliari nelle sedi dei conti imputati.

Ogni somma riciclata, veniva di fatto decurtata della percentuale che si tratteneva l'associazione criminale, con un patrimonio confiscato a quest'ultima al momento pari a circa 10 milioni di euro. Il primo arresto avvenne nel Dicembre del 2016, coinvolgendo due cittadini italiani ed uno svizzero. Il totale delle persone denunciate per associazione a delinquere è ad oggi di 82 soggetti, accusati anche di frode fiscale e riciclaggio.

Finora non sono stati resi noti i nomi coinvolti, ma la preoccupazione è che questo possa essere un primo passo verso lo smantellamento di un sistema di corruzione a tutti i livelli, che coinvolge sia il mondo dell'automobilismo sportivo che quello del motociclismo. C'è una forte probabilità che queste indagini in futuro arrivino a ledere in qualche modo il mondo del Racing anche a due ruote e secondo diversi media nazionali, sono molte le teste davvero di peso che rischiano di cadere e fare un tonfo davvero impressionante.

Per ora non resta che attendere sviluppi, sperando che non si trovi troppo torbido in un mondo che dovrebbe vivere di passione ed entusiasmo, e non di soldi riciclati e truffe di vario genere.

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